Il costo del notaio per l’acquisto di una seconda casa è generalmente più alto rispetto a quello previsto per la prima casa. Ciò in quanto le imposte da pagare sono maggiori e non si applicano le agevolazioni fiscali previste per l’abitazione principale.
In termini orientativi, il costo complessivo del rogito (che comprende onorario notarile + imposte + spese accessorie) può variare indicativamente tra 4.000 € e 7.000 € o più, a seconda di diversi fattori come:
Se, ad esempio, consideriamo un immobile con prezzo di 150.000 €, i costi possono cambiare sensibilmente tra prima e seconda casa.
| Tipologia di acquisto | Costo indicativo |
| Prima casa | Circa 3.500 - 4.000 € |
| Seconda casa | Circa 5.000 - 6.500 € |
Come si può notare, a parità di immobile e prezzo di acquisto, il costo del rogito per una seconda casa può risultare anche 1.500 – 2.500 € più alto rispetto alla prima casa. Infatti, in caso di seconda casa:
Quando si parla di costo del notaio, è importante sapere che l'importo finale non riguarda solo l’onorario del professionista. In genere il totale include:
| Voce di spesa | Cosa comprende |
| Onorario del notaio | Compenso per la redazione dell'atto e le verifiche legali |
| Imposta di registro | Tassa principale sull'acquisto dell'immobile |
| Imposta ipotecaria | Registrazione nei registri immobiliari |
| Imposta catastale | Aggiornamento dei dati catastali |
| Spese amministrative | Visure, bolli e spese di registrazione |
Nella maggior parte dei casi, la parte più consistente della spesa non è l’onorario del notaio, ma le imposte da versare allo Stato, che il notaio raccoglie e paga per conto dell’acquirente.

Il calcolo delle spese notarili dipende soprattutto da due fattori principali:
A seconda del caso, infatti, le imposte applicate cambiano in modo significativo.
Quando si compra una seconda casa da un privato, la voce di spesa più importante è l’imposta di registro, che viene calcolata in percentuale. In questo caso si applicano le seguenti imposte:
| Imposta | Importo |
| Imposta di registro | 9% del valore catastale (minimo 1.000 €) |
| Imposta ipotecaria | 50 € |
| Imposta catastale | 50 € |
Queste imposte si applicano anche alle eventuali pertinenze della casa, come box, cantine o posti auto. È importante sapere che l’imposta di registro non si calcola sul prezzo di acquisto, ma sul valore catastale dell’immobile, che spesso risulta più basso del prezzo di mercato.
Il valore catastale si ottiene partendo dalla rendita catastale, un dato presente nella visura catastale dell’immobile. Il calcolo avviene in questo modo: si prende la rendita catastale, la si rivaluta del 5% e si moltiplica il risultato per 126.
Il calcolo cambia quando si compra da un’impresa costruttrice. Se l’acquisto avviene entro cinque anni dalla costruzione o dalla ristrutturazione, oppure se l’impresa applica il regime IVA, le imposte versate al notaio sono fisse.
| Imposta | Importo |
| Imposta di registro | 200 € |
| Imposta ipotecaria | 200 € |
| Imposta catastale | 200 € |
| Imposta di bollo | Circa 230 € |
A queste spese bisogna però aggiungere l’IVA sull’acquisto dell’immobile, che non viene pagata al notaio ma direttamente all’impresa venditrice. Le aliquote sono:
| Tipo di immobile | IVA |
| Seconda casa standard | 10% del prezzo di vendita |
| Immobile di lusso | 22% del prezzo |
Quando si compra una seconda casa, bisogna tenere conto di due categorie principali di imposte:
Le prime imposte da considerare sono quelle che si pagano al momento del rogito notarile. Come visto nel paragrafo precedente, la tipologia e l’importo delle tasse dipendono da chi vende l’immobile (privato o impresa) e dalla presenza o meno di un mutuo. Se l’acquisto della seconda casa avviene tramite mutuo, bisogna considerare anche un’ulteriore imposta. Si tratta dell’imposta sostitutiva sul mutuo, che viene applicata sull’importo finanziato dalla banca.
Le prime imposte da considerare sono quelle che si pagano al momento del rogito notarile. Come visto nel paragrafo precedente, il tipo e l’importo delle tasse dipendono da chi vende l’immobile (privato o impresa) e dalla presenza o meno di un mutuo.
| Tipologia di acquisto | Imposta sul mutuo |
| Mutuo prima casa | 0,25% dell'importo finanziato |
| Mutuo seconda casa | 2% dell'importo finanziato |
Oltre alle imposte iniziali, possedere una seconda casa comporta anche alcune tasse periodiche, che dipendono dall’utilizzo dell’immobile.
| Imposta | Quando si paga |
| IMU | Sempre (sulle seconde case) |
| TARI | Se si utilizza l'immobile |
| IRPEF | Se l'immobile è affittato a terzi |
Anche se l’acquisto di una seconda casa comporta imposte più alte rispetto alla prima abitazione, esistono alcune strategie per ridurre il carico fiscale in modo legale. Una prima strategia riguarda il valore catastale dell’immobile. Quando si acquista da un privato, infatti, l’imposta di registro (pari al 9%) viene calcolata proprio sul valore catastale e non sul prezzo di vendita. Questo significa che immobili con rendite catastali più basse comportano anche imposte più contenute.
Un altro elemento da considerare è la tipologia di venditore. In molti casi acquistare da un privato può risultare più conveniente rispetto all’acquisto da impresa, perché non si paga l’IVA sul prezzo di vendita e l’imposta di registro si calcola sul valore catastale, spesso inferiore al prezzo di mercato. Questo può determinare una differenza significativa nelle tasse da versare al momento del rogito.
Nel caso di acquisto da costruttore, invece, è utile verificare se l’operazione sia soggetta o meno a IVA. Quando la vendita avviene oltre cinque anni dalla fine dei lavori e l’impresa non applica l’IVA, l’acquisto può rientrare nel regime con imposta di registro, che in alcuni casi risulta più vantaggioso.
Infine, anche il prezzo dell’immobile incide sul costo complessivo dell’operazione. Valutare abitazioni con un valore più contenuto o situate in zone meno centrali può contribuire a ridurre non solo il prezzo di acquisto, ma anche le imposte e le spese legate al rogito.
Quando si parla di risparmiare sulle spese notarili per una seconda casa, è importante precisare che la parte più consistente del costo del rogito è rappresentata dalle imposte, stabilite per legge e quindi non negoziabili.
Proprio per questo motivo, l’unico elemento variabile è l’onorario del notaio. A parità di immobile e di prezzo di acquisto, infatti, le tasse restano identiche, mentre il compenso del notaio può cambiare in base a diversi fattori come il luogo in cui si trova lo studio notarile, la complessità dell’atto, l'esperienza e la reputazione del notaio.
Per questo motivo uno dei consigli più utili è confrontare più preventivi notarili prima di scegliere il professionista. Ad esempio, attraverso Prezzinotaio.it è possibile inviare una richiesta e ricevere preventivi da uno o più notai, così da scegliere la soluzione più conveniente.
Confrontare più preventivi non significa necessariamente scegliere il notaio più economico, ma avere un quadro più chiaro dei costi e valutare con maggiore consapevolezza il professionista a cui affidare il rogito di una seconda casa.
L’imposta di registro per l’acquisto di una seconda casa è pari al 9% del valore catastale dell’immobile, con un minimo di 1.000 €.
Il mutuo per la seconda casa funziona in modo simile a quello per la prima abitazione, ma presenta condizioni generalmente più restrittive. Le banche, infatti, spesso finanziano una percentuale più bassa del valore dell’immobile e applicano tassi leggermente più alti. Inoltre, sul mutuo si paga un’imposta sostitutiva del 2% dell’importo finanziato, contro lo 0,25% previsto per la prima casa.
No, le spese notarili per l’acquisto di una seconda casa non sono detraibili dalle imposte.
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