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Cessione ramo d’azienda: cos’è, come avviene, costi, imposte e responsabilità


Cos'è la cessione del ramo di azienda?


Se la legge ammette la possibilità di affittare un ramo d'azienda o di cedere l'intera azienda, è contemplata anche l'opzione della cessione di una sola parte dell'organizzazione, cioè di quel ramo che, pur essendo legato all'azienda, gode di propria autonomia, sia sotto il profilo organizzativo che funzionale. Per cessione di un ramo d'azienda s'intende il trasferimento della proprietà di un insieme di beni predisposto dall'imprenditore per lo svolgimento dell'attività d'impresa.


I beni che fanno parte del ramo d'azienda possono essere sia materiali che immateriali ma possono avere per oggetto anche crediti, debiti e contratti. Sono diverse le modalità attraverso le quali può essere perfezionata la vendita di un ramo d'azienda:



Il conferimento d'azienda è un'operazione che porta al trasferimento di una parte di azienda ad una società diversa. Coinvolge principalmente due soggetti: il conferente cioè il soggetto che conferisce o meglio trasferisce parte dell'azienda ad un'altra società e il conferitario, cioè colui che riceve dal primo il ramo aziendale. Il conferitario deve necessariamente coincidere con una società.


Quando si parla di cessione di quote o azioni a nuovi soci, il soggetto giuridico non cambia ma a mutare è soltanto il soggetto economico che entra a far parte dell'azienda. La vendita diretta è, invece, la cessione del ramo d'azienda dal cedente al soggetto economico e giuridico denominato cessionario.


cessione ramo d'azienda


Come avviene la cessione del ramo?


In linea generale, non sarebbe obbligatoria la forma scritta ma, affinché l'operazione possa essere opponibile ai terzi, l'opzione migliore rimane quella dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata da un notaio. È imprescindibile, invece, l'iscrizione dell'atto presso il Registro delle Imprese, adempimento che andrà completato entro 30 giorni dalla data di stipula dell'atto.


Ma come viene calcolato il prezzo della cessione? Bisognerà tenere conto del valore patrimoniale del ramo aziendale, cioè dell'insieme delle attività e delle passività e dell'avviamento, vale a dire della capacità dell'impresa di generare reddito. Bisogna, però, chiarire che il valore patrimoniale dell'azienda è soggetto a continui mutamenti.


Pertanto, potrebbe accadere che il prezzo definitivo della cessione venga stabilito proprio alla data del trasferimento o addirittura in una fase successiva. Non è raro, infatti, assistere anche ad una dilazione del pagamento, garantita eventualmente da strumenti ad hoc come le fideiussioni. Nel caso in cui le parti non concordino rispetto alla valutazione patrimoniale del ramo d'azienda, tale incarico potrebbe essere affidato ad un soggetto terzo, noto come arbitratore.


Prima di procedere con l'acquisto del ramo d'azienda è nell'interesse del cessionario, cioè dell'acquirente, dare un'occhiata ai libri contabili dell'organizzazione. Il motivo è presto detto: esclusivamente per i debiti iscritti nei libri contabili, infatti, il cessionario risponde in solido con il cedente. Occhio ad un altro aspetto molto importante: il cessionario prende il posto del cedente per l'intera gamma delle posizioni creditorie che riguardano il ramo aziendale ceduto.


Quando ha effetto e quali sono gli effetti?


La cessione di un ramo d’azienda produce effetti giuridici in momenti diversi a seconda dei soggetti coinvolti. In linea generale, tra cedente e cessionario l’operazione ha effetto dalla data stabilita nell’atto di cessione, che può coincidere con la stipula oppure essere differita a un momento successivo concordato tra le parti.


Diverso è il discorso nei confronti dei terzi. Affinché la cessione sia opponibile ai terzi, è necessario che l’atto venga iscritto nel Registro delle Imprese entro 30 giorni dalla stipula. Solo da questo momento i creditori, i fornitori e gli altri soggetti interessati potranno far valere i propri diritti nei confronti del nuovo titolare del ramo d’azienda.


La cessione comporta una serie di effetti automatici previsti dalla legge, in particolare:


  • Trasferimento dei beni: passano al cessionario tutti i beni materiali e immateriali che compongono il ramo d’azienda;
  • Subentro nei contratti: il cessionario subentra nei contratti in corso, salvo patto contrario o natura personale del rapporto;
  • Trasferimento dei crediti: i crediti relativi al ramo ceduto passano al cessionario, anche senza il consenso dei debitori;
  • Responsabilità per i debiti: il cessionario risponde dei debiti risultanti dai libri contabili obbligatori;
  • Continuità dell’attività: l’attività economica prosegue senza soluzione di continuità.


AspettoEffetto della cessione
Efficacia tra le partiDalla data stabilita nell'atto
Opponibilità ai terziDall'iscrizione nel Registro delle Imprese
CreditiPassano automaticamente al cessionario
DebitiResponsabilità solidale per quelli risultanti dai libri contabili
ContrattiSubentro automatico, salvo eccezioni
DipendentiContinuità dei rapporti di lavoro


Responsabilità del cessionario


Uno degli aspetti più delicati della cessione di ramo d’azienda riguarda le responsabilità che il cessionario assume nei confronti di debiti, crediti e rapporti contrattuali. La normativa mira a garantire la continuità dell’attività e la tutela dei terzi, evitando che la cessione venga utilizzata per eludere obblighi preesistenti.


Il cessionario risponde in solido con il cedente per i debiti relativi al ramo d’azienda ceduto solo se risultano dai libri contabili obbligatori. Questo principio tutela l’acquirente, che può verificare la situazione debitoria prima dell’acquisto, e allo stesso tempo protegge i creditori. In pratica, se un debito è regolarmente registrato allora ne risponde il cessionario. Se non risulta dai libri contabili, il debito resta a carico del cedente.


I crediti relativi al ramo d’azienda passano automaticamente al cessionario senza necessità di consenso da parte dei debitori. Il debitore, però, è liberato se paga in buona fede al cedente prima di essere informato della cessione.


Il cessionario subentra nei contratti stipulati per l’esercizio del ramo d’azienda, salvo che:


  • Il contratto abbia natura personale;
  • Le parti abbiano previsto diversamente;
  • Il terzo contraente eserciti il diritto di recesso per giusta causa.


Questo meccanismo consente la continuità dell’attività aziendale ed evita interruzioni nei rapporti con fornitori, clienti e partner commerciali.


Cosa succede ai dipendenti?


L'imprenditore che acquista il ramo d'azienda eredita anche i contratti dei lavoratori dipendenti, diventando automaticamente il nuovo datore di lavoro degli stessi. La gestione dei contratti di lavoro è un aspetto che causa dubbi in tema di cessioni del ramo d'azienda. C'è da dire che, sotto il profilo normativo, la legge parla chiaro. Pertanto, i lavoratori non devono, in alcun modo, provvedere alla firma di un nuovo contratto di lavoro, in quanto è previsto il mantenimento dei contratti già in essere.


Nel rispetto del principio della continuità contrattuale, non è prevista la modifica delle condizioni contrattuali, come ad esempio il salario, l'orario di lavoro e le mansioni del lavoratore. Il solo fatto che sia stato ceduto un ramo d'azienda non può rappresentare un valido motivo di licenziamento. Chiaramente, non possono essere escluse a priori modifiche di carattere organizzativo, finalizzate a rendere più efficiente l'operatività del ramo aziendale acquisito. In tal senso, è richiesta la collaborazione da parte dei dipendenti, a patto che non vengano alterate le condizioni lavorative contrattualmente concordate.


Chi delibera la cessione?


La decisione di cedere un ramo d’azienda non è sempre rimessa alla sola volontà dell’imprenditore, ma dipende dalla forma giuridica dell’impresa e dalle regole previste dall’atto costitutivo o dallo statuto.


Impresa individuale


Nel caso di impresa individuale, la decisione spetta esclusivamente all’imprenditore, che può disporre liberamente del ramo d’azienda, nel rispetto degli obblighi verso creditori, dipendenti e terzi.


Società di persone (S.n.c. e S.a.s.)


Nelle società di persone, la cessione del ramo d’azienda costituisce un’operazione di particolare rilevanza e, salvo diversa previsione contrattuale, richiede:


  • Il consenso di tutti i soci nelle S.n.c.;
  • Il consenso dei soci accomandatari nelle S.a.s., trattandosi di atti di gestione straordinaria.


L’atto costitutivo può comunque prevedere maggioranze diverse o attribuire poteri specifici agli amministratori.


Società di capitali (S.r.l. e S.p.A.)


Nelle società di capitali, la cessione di un ramo d’azienda è generalmente considerata un’operazione straordinaria. La competenza a deliberarla spetta:


  • All’assemblea dei soci, salvo delega prevista dallo statuto;
  • Agli amministratori, se l’operazione rientra nei poteri loro attribuiti.


In molti casi, lo statuto stabilisce soglie di valore oltre le quali è necessaria una deliberazione assembleare.


La corretta deliberazione è fondamentale per garantire la validità dell’operazione, evitare impugnazioni da parte dei soci e tutelare i terzi che entrano in rapporto con il cessionario. In assenza delle necessarie autorizzazioni, la cessione potrebbe essere contestata e generare responsabilità per gli amministratori.


Quali sono le tempistiche?


Le tempistiche per la cessione di un ramo d’azienda possono variare sensibilmente in base alla complessità dell’operazione, alla struttura dell’impresa e alla presenza di dipendenti, contratti o beni immobili. In linea generale, l’intero iter può richiedere da 30 a 90 giorni, ma in operazioni più articolate i tempi possono allungarsi.


Fase preliminare e trattative (1–4 settimane)


Questa fase comprende:


  • Analisi del ramo d’azienda oggetto di cessione;
  • Valutazione economica (due diligence);
  • Verifica di debiti, crediti e contratti in essere;
  • Eventuale stipula di un contratto preliminare.


È un passaggio fondamentale per evitare contenziosi successivi e definire il prezzo di cessione.


Delibere societarie e autorizzazioni (1–3 settimane)


Se la cessione coinvolge una società, occorre ottenere le delibere necessarie (assemblea dei soci o amministratori). I tempi dipendono da:


  • Convocazione dell’assemblea;
  • Eventuali quorum deliberativi;
  • Presenza di clausole statutarie specifiche.


Redazione e stipula dell’atto di cessione (1–2 settimane)


Una volta definiti tutti gli aspetti, si procede con:


  • Redazione dell’atto pubblico o scrittura privata autenticata;
  • Verifica della documentazione da parte del notaio;
  • Firma dell’atto da parte delle parti coinvolte.


Iscrizione al Registro delle Imprese (entro 30 giorni)


Dopo la stipula, l’atto deve essere depositato presso il Registro delle Imprese competente. L’iscrizione è essenziale perché rende la cessione opponibile ai terzi.


FaseTempistiche indicative
Trattative e due diligence1-4 settimane
Delibere societarie1-3 settimane
Stipula atto notarile1-2 settimane
Iscrizione Registro ImpreseEntro 30 giorni


Differenze tra cessione, conferimento e affitto


Le operazioni che riguardano il trasferimento o l’utilizzo di un ramo d’azienda possono assumere forme diverse. Le più comuni sono cessione, conferimento e affitto, ciascuna con effetti giuridici e fiscali differenti.


OperazioneCaratteristiche
Cessione ramo d'aziendaTrasferimento definitivo della proprietà del ramo a un altro soggetto, dietro pagamento di un prezzo
Conferimento di ramo d'aziendaTrasferimento del ramo a una società in cambio di quote o azioni, senza pagamento in denaro
Affitto di ramo d'aziendaConcessione temporanea dell'uso del ramo dietro pagamento di un canone, senza trasferimento della proprietà


Differenze tra cessione e scissione


La cessione di ramo d’azienda e la scissione societaria sono operazioni diverse per struttura, finalità ed effetti.


OperazioneCaratteristiche
Cessione ramo d'aziendaVendita di una parte dell'azienda a un altro soggetto, con trasferimento di beni, contratti e rapporti giuridici
Scissione societariaOperazione straordinaria con cui una società trasferisce parte del proprio patrimonio a una o più società beneficiarie


IVA, imposte, adempimenti fiscali e tassazione plusvalenze


La cessione di ramo d’azienda è un’operazione che presenta un regime fiscale specifico. Dal punto di vista tributario, è importante distinguere tra IVA, imposta di registro e altre imposte indirette.


ImpostaCome si applica
Imposta di registro3% sul valore del ramo d'azienda ceduto
Imposte ipotecarie e catastaliDovute solo se nel ramo sono presenti immobili
IVANon dovuta (operazione fuori campo IVA)


L’imposta di registro del 3% si applica sul valore complessivo del ramo d’azienda, che comprende:


  • Beni materiali (macchinari, attrezzature, immobili);
  • Beni immateriali (marchio, avviamento);
  • Contratti e rapporti giuridici trasferiti.


Se il ramo comprende immobili, le imposte ipotecarie e catastali si applicano separatamente secondo le aliquote previste per i trasferimenti immobiliari. Per il cedente, la cessione può generare una plusvalenza, ossia un guadagno derivante dalla differenza tra prezzo di cessione e valore contabile del ramo d’azienda. La plusvalenza è tassata come reddito d’impresa e può essere rateizzata fino a 5 anni se il ramo è posseduto da almeno 3 anni.


Dopo la cessione, è necessario:


  • Registrare l’atto presso l’Agenzia delle Entrate;
  • Iscrivere la modifica al Registro delle Imprese entro 30 giorni;
  • Aggiornare le posizioni fiscali e contabili.


Quanto costa l’atto notarile?


Il costo dell’atto notarile per la cessione di un ramo d’azienda può variare sensibilmente in base a diversi fattori, tra cui il valore del ramo aziendale trasferito, la complessità dell’operazione e il numero di beni e rapporti giuridici coinvolti (contratti, dipendenti, immobili, marchi, ecc.). In linea generale, le spese da considerare sono tre:



L’onorario non è fisso, poiché i tariffari notarili sono stati aboliti. Il costo dipende da:


  • Valore economico del ramo d’azienda;
  • Complessità dell’atto;
  • Numero di verifiche e adempimenti necessari.


Indicativamente, la parcella notarile può partire da circa 1.500 € – 2.000 € per operazioni semplici, ma può aumentare in presenza di immobili o situazioni societarie complesse. Alle spese notarili si aggiungono le imposte dovute per legge, che il notaio versa come sostituto d’imposta. Tra le principali:


  • Imposta di registro: generalmente 3% del valore del ramo d’azienda (se non vi sono immobili);
  • Imposte ipotecarie e catastali: dovute se il trasferimento include beni immobili;
  • Imposta di bollo e diritti camerali per l’iscrizione al Registro delle Imprese.


Potrebbero aggiungersi ulteriori spese, come:


  • Consulenze di commercialisti o periti per la valutazione del ramo d’azienda;
  • Eventuali visure e certificazioni;
  • Costi per fideiussioni o garanzie contrattuali.


Per provare ad abbassare le spese, è consigliabile richiedere più preventivi notarili e confrontare le proposte. Il costo può variare da uno studio notarile all’altro in funzione dell’esperienza, della complessità dell’atto e dei servizi compresi.


Domande frequenti


La cessione di ramo d’azienda è soggetta ad IVA?


No, la cessione di ramo d’azienda è esente da IVA. L’operazione è soggetta invece all’imposta di registro, generalmente pari al 3% del valore del ramo ceduto (salvo presenza di immobili o beni con regime diverso).


Che cos’è un contratto preliminare di cessione di ramo d’azienda?


È un accordo con cui le parti si impegnano a concludere in futuro la cessione del ramo d’azienda, stabilendone condizioni, prezzo e tempistiche. Non trasferisce la proprietà, ma vincola le parti alla stipula dell’atto definitivo.


Come opporsi alla cessione di un ramo d’azienda?


I terzi possono opporsi solo in presenza di specifiche tutele di legge. Ad esempio, i creditori possono far valere i propri diritti se la cessione pregiudica le loro garanzie, mentre i lavoratori mantengono i loro diritti e non possono essere licenziati per effetto della cessione.


Quando la cessione di ramo d’azienda diventa opponibile ai terzi?


La cessione diventa opponibile ai terzi con l’iscrizione dell’atto nel Registro delle Imprese, che deve avvenire entro 30 giorni dalla stipula.


Serve il notaio per la cessione di ramo d’azienda?


Non è sempre obbligatorio, ma è fortemente consigliato. L’atto pubblico o la scrittura privata autenticata da un notaio garantiscono validità legale, opponibilità ai terzi e corretta registrazione dell’operazione.

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